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LORENZO CARDASSI: storico di Rutigliano
nato a Rutigliano il 18.02.1841 - morto il 08.03.1906
Del sacerdote e maestro elementare Cardassi[2] conosciamo molto poco perché, per uno strano gioco del destino, di lui che si era affannato a redigere tante biografie degli uomini illustri del suo tempo non ci resta nemmeno il suo necrologio[3], pertanto siamo costretti a coglierne la personalità attraverso le sue opere.
L’Autore[4] nasce a Rutigliano il 18 febbraio 1841 secondo di 12 figli[5] che il padre Pasquale Cardascio[6] avrà dalla signora Angela Orlando fra il 1838 ed il 1863. Il sacramento della confermazione, come d’uso a quel tempo, gli sarà imposto a poco più di due anni d’età (22.4.1843) dal vescovo del tempo mons. Giovanni De Simone.
Non sono molte le notizie che abbiamo di lui e molte le cogliamo dalla sua stessa storia di Rutigliano, dove pubblica il decreto di partecipazione al clero della collegiata firmato dal re Vittorio Emanuele II (26.1.1862) a meno di 21 anni.
Sostanzialmente nell’arco di cinque anni, fra il 1859 quando terminato il noviziato riceve la tonsura dalle mani dell’arciprete Antonio Dalena[7] ed il 1864, quando conclude il suo percorso di formazione sacerdotale conseguendo il presbiterato[8]; in quel momento fu necessaria una dispensa della Sagra Congregazione del Concilio perché gli mancavano “otto mesi e 27 giorni” all’età prescrittà. Ma la promessa di costituzione della “dote” da parte paterna, e le buone referenze del vescovo e di don Domenico Morea, allora preside del seminario, fecero agevolmente superare l’ostacolo. In seguito lo troveremo come sacerdote[9] mansionario e quindi canonico della collegiata dal 1896.
Dall’annuario del 1882[10] il suo impegno civico si palesa nella sua inclusione fra i consiglieri comunali dove, insieme all’altro sacerdote Paolo Goffredo Moccia, è nella commissione di sanità. Risulta, come già detto, quale insegnante, e poi direttore didattico, dell’ultima classe elementare maschile (la 4a), la sua passione educativa lo portò alla pubblicazione del presente volumetto, ad uso delle scuole elementari, la “Piccola monografia del Comune di Rutigliano” che fè stampare in Roma nel 1889.
Nel 1902, dal frontespizio della biografia del sindaco Colamussi, risulta già “Direttore didattico a riposo”, l’anno dopo 1903 pur presente nel libro dove si segnavano le messe non risulta averne dette, forse perché impossibilitato o infermo tanto che l’otto marzo del 1906 se ne registra la morte, avvenuta all’una ed un quarto[11], all’età di 65 anni.
L'altra sua occupazione cui sembra particolarmente portato è la redazione dei necrologi che vede quale strumento educativo e di memento (monumentum) per trasmettere e ricordare alle generazioni future la storia ed i valori della società, oltre che del defunto in particolare, una produzione letteraria intensa in cui l’occasione del ricordo dell’individuo è spesso occasione di riflessione su quelli che dovevano essere i valori della vita. E chi meglio di un sacerdote poteva, fra racconto storico e moralismo, tesserne il racconto?
Lorenzo Cardassi, insieme agli altri due canonici P. G. Moccia e Gaetano Pierri, pare lo scrittore più prolifico riunendo le sue doti di sacerdote colto e di storico, non è raro infatti che citi o si ricordino elementi e personaggi della storia cittadina. In tal senso i necrologi si rivelano preziosi depositi di notizie, che hanno visto protagonista il defunto, altrimenti destinate a perdersi o ad essere rivelate in maniera assai più difficile, aggiungendo giudizi e valore ad eventi che altrimenti ne uscirebbero freddamente; va però tenuta presente l’enfasi retorica e descrittiva che, per se stessi, i necrologi richiedono.
Se la statura del personaggio si potesse valutare dal numero di pagine dedicategli dovremmo certamente segnalare, oltre il citato Colamussi, il medico Diego Martinelli per il quale furono stampati ben tre fascicoli, fra cui quello del nostro Autore. Un discorso a parte merita la scelta dell’elogio funebre della signora Antonia Martucci-Pappalepore, riportato quale esempio di come nell’Ottocento veniva vista la donna, il suo ruolo, i suoi doveri verso la famiglia. E così anche le celebrazioni che si tennero nel 1878 in onore di Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia, nella nostra Reale Chiesa.
Qui il Cardassi continua ad offrirci notizie, come per S. Lorenzo, quando ci parla di una facciata rifatta, nel necrologio del Canonico Lauletta, ed aggiunge dell’acquisto del diadema, cesellato a Napoli, per interessamento del fratello assessore comunale. Ugualmente di una serie di opere fatte, per interessamento del medico Diego Martinelli vengono fatte presso la chiesa dell’Addolorata, ed ecco che
…l’Altare maggiore in fini marmi, pregiato lavoro dei nostri marmisti concittadini; un pavimento a mattoni finissimi; un Panno funebre nobilissimo; un ricco e stupendo Palio di finissimi ricami in oro, lavoro d’immensa pazienza e fatica delle nostre brave e reverende Chiariste; ed in fine fu ultima opera sua la nuova Base bellissima e degna di Maria SS. Addolorata.
Ma a scorrere i necrologi dei due medici illustri, Diego Martinelli e Martino Dalena si ha pure la cronologia dei contagi e delle epidemie dell’epoca: 1867-68 (colera), 1876-79-80 (tifo), 1886 (colera), 1890 (influenza).
Così come ci possono essere eventi che per nostra ignoranza collocheremmo in un luogo e sono invece avvenuti in un altro. Il plebiscito del 1861, penseremmo tutti, si fosse tenuto in qualche sala comunale, o al massimo nell’atrio del Castello, ed invece scopriamo che si tenne nella Chiesa Madre! Ed insieme scopriamo avvenimenti al contorno e stati d’animo di quel momento.
Ma ciò che maggiormente ha reso famoso, se mi si consente il termine, il Cardassi è la sua “RUTIGLIANO, in rapporto agli avvenimenti più notevoli della Provincia e del Regno sue origini e vicende” ed è un merito non secondario se al volume sono state dedicate ben tre edizioni nell’arco di 127 anni di storia e resta il primo, ed indiscusso, riferimento di partenza per ogni nuova ricerca.
La sua pubblicazione ha significato scoprire la storia cittadina, in un modo tipico dell’epoca attraverso la compilazione, o meglio il tentativo, di compilare una storia generale dalla “notte dei tempi ad oggi” con gli strumenti metodologici allora più diffusi, ovvero attraverso lo studio del classico ed erudito sacerdote di paese. Questo non è un demerito, o una diminuzione di valore dell’operazione, è un giusto inquadramento nel periodo cui va aggiunto un pregio assoluto: l’aver inquadrato la storia di Rutigliano in quella più ampia della Provincia e del Regno. Un valore che ancor oggi, pur con le dovute cautele, può essere una chiave di lettura per le giovani generazioni.
Il racconto che poteva essere ulteriormente sbilanciato sulla storia della chiesa locale, essendo egli sacerdote della Collegiata, è in qualche modo riequilibrato dall’attenzione ai documenti dell’Università (il Comune dell’epoca) ormai scomparsi dall’archivio dello stesso ente, e per questo ancora più preziosi. A volte stupisce però, e lo dobbiamo dire, l’imprecisione su argomenti e documenti strettamente legati alla chiesa ed al suo archivio, a lui certamente accessibile, come la cronologia degli arcipreti che per questo sono stati presi per esatti in maniera acritica dagli studiosi successivi[12].
Voglio in questa sede ricordare, ma lo stesso Cardassi ne fa menzione, di altri appassionati cittadini che cercarono di ricostruire la nostra storia, così cita le “memorie” ritrovate dal Localzo, o l’insistente riferimento al libro magno di Notar Caporizzi. Ma di certo non potè consultare la prima storia in assoluto che si sia compilata (un secolo prima) da un altro sacerdote: D. Giovan Lorenzo Guarnieri[13], di cui pure traccia una breve biografia nel suo libro, non ricordandola. Una pubblicazione che non si concretizzò per la morte del Guarnieri che, nondimeno, era riuscito a dare alle stampe importanti opere in altri settori delle scienze umanistiche e che già a fine Settecento, prima della sua nascita, risulta “dispersa”.
Il tempo in cui Cardassi preparò la sua “storia” di Rutigliano è il tempo dell’Unità d’Italia di cui sembra un entusiasta sostenitore e di cui loda le opere fatte anche a livello cittadino, ma come tutte le cose importanti della storia umana e della storia urbana esse non nascono mai all’improvviso ne si compiono in modo definitivo nel giro di qualche anno. Così l’elenco che lo stesso Cardassi fa nella sua opera va riletto alla luce dell’intero pezzo di storia cittadina che scorre lungo il XIX secolo.
Anche per noi oggi, non è facile cogliere nella giusta luce e nella giusta considerazione i mutamenti che avvengono nella contemporaneità. È qualcosa di intrinseco nella percezione della storia, laddove chi governa esalta oltre i propri meriti le proprie azioni tendendo a disconoscere i precedenti spesso già presenti in embrione nel dibattito cittadino.
Francesco Dicarlo
[2] Le notizie che qui si riportano, integrate e riviste, sono già state pubblicate nelle pagine introduttive della terza edizione della sua “Storia” pubblicata nel 2004.
[3] Solo del sindaco G. Colamussi l’Autore propone e definisce il suo ricordo scritto una “biografia”.
[4] Negli atti di battesimo dei vari fratelli è usato indifferentemente il cognome Cardascio/a o Cardassi/ci.
[5] I fratelli sono Nicolaia Filomena (‘38), Giuseppe (’42), Domenica Rosa Clotilde (’44), Francesca (’46), Giovanni Francesco Paolo (‘47), Filomena Maria (’51), Chiara Matilde (’53), le gemelle Rosalinda e Matilde (’55), Emilio Donato (’56) e Francesco (’63).
[6] Figlio di Lorenzo sposato con Nicolaia Di Fino, a sua volta figlio di Pasquale e Domenica Giuliano.
[7] A.D.C. - Archivio Diocesano di Conversano, Carte di Rutigliano, Sacre ordinazioni, fasc. 539, ff.41. decreto del 6.12.1859
[8] A.D.C., Carte di Rutigliano, Sacre ordinazioni, fasc. 539, ff.41
[9] Archivio Capitolare, libri di messe, vari anni.
[10] Vedi il medesimo annuario pubblicato in appendice documentaria.
[11] Archivio Capitolare, libro dei morti, pari data.
[12] In prima persona il sottoscritto nel compilare, integrando, un nuovo elenco della serie degli Arcipreti.
[13] D. Giovanni Lorenzo Guarnieri XE”Guarnieri Giovanni Lorenzo dott.” , Dottore in legge, nacque a dì 16 Aprile 1696 ... Fu prete secolare ed il suo merito principale fu nelle umane lettere. Di lui troviamo anche oggi volgarizzata la notissima ed ottima Grammatica latina di Emmanuele Alvaro della Compagnia di Gesù XE”Compagnia di Gesù” , da nessun altro innanzi di lui tradotta nel nostro linguaggio. Che l’opera sua avesse poi incontrato molti ammiratori, lo si deduce dalle molte e ripetute edizioni che l’egregio autore fu obbligato a fare.. Biografia tratta da L. Cardassi.